L’alluvione in Thailandia colpisce anche Canon, Nikon e Sony

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Le gravi inondazioni in Thailandia, iniziate a luglio con l’avvento della stagione delle piogge, hanno provocato danni gravissimi in ogni settore, tra cui la morte di più di 500 persone, 700.000 case distrutte, 14mila fabbriche chiuse (tra cui i colossi giapponesi dell’elettronica e dell’automobile), 663mila dipendenti lasciati a casa, danni notevoli all’agricoltura (riso) e all’industria su un’area di 1,4 milioni di ettari. Le piogge, ancora abbondanti ed incessanti, hanno persino svuotato la capitale Bangkok e si calcolano danni per 3 milioni di euro. E’ la più disastrosa stagione delle piogge degli ultimi 50 anni e a risentire di questa catastrofe ci sono anche molte fabbriche famose, come Ford, Toyota, Honda, Pioneer per citare solo pochi nomi.

Colpita anche una fabbrica di stampanti inkjet ed inchiostri di Canon che tra l’altro forniva anche diversi componenti essenziali per la produzione di reflex e compatte. Tutto ciò provocherà un netto ribasso nella produzione: Canon produrrà 7,2 milioni di reflex, ovvero 100.000 unità in meno, e 19 milioni di compatte, un milione in meno. Tutto ciò comporterà una riduzione del fatturato di circa 470 milioni di euro sui 35 miliardi previsti e degli utili per circa190 milioni.

Particolarmente colpita anche Nikon che si vede costretta a slittare la produzione della nuova D80, e la Sony che ha deciso di spostare la produzione di NEX-7 e Alpha A77 nella fabbrica di Chonburi che di solito produce le autoradio del colosso nipponico. Pare inoltre che la stessa fabbrica verrà utilizzata anche per produrre la mirrorless EVIL NEX-5 e la SLT Alpha A65.

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