C’è una domanda che mi frulla per la testa da un po’ di tempo alla quale mi piacerebbe dare una risposta che tuttavia non è poi così scontata come si potrebbe immaginare: per chi fotografiamo? Badate bene, non perché ma per chi. Il perché è facile (anche se pure qui si possono parlare di migliaia di sfumature): se sei un professionista fotografi perché con i tuoi scatti hai la possibilità di mettere la pentola tutti i giorni; se sei un fotoamatore fotografi perché ti piace, perché è un hobby, perché è la tua passione.
Ed invece, che cosa possiamo rispondere alla domanda “Per chi fotografiamo”? Anche qui potremmo fare un discorso assai ampio e dire che il professionista fotografa per chi ha commissionato il lavoro (fermo restando che lo stile ed il gusto personale restano dei principi intoccabili), il fotoamatore fotografa per se stesso, eppure la risposta non mi sembra assai scontata. Anzi la trovo piuttosto falsata da contraddizioni.
Che vuol dire che fotografiamo per noi stessi? Forse che le foto devono piacere a noi e che ce ne infischiamo del giudizio altrui. Bello, anzi bellissimo e molto nobile, un modo di pensare che si eleva al di sopra delle parti, che trascende il piacere della massa e che soddisfa il più interiore dei gusti personali. Ma se così fosse allora perché siti come flickr, deviantart, buzznet, picasa e tanto altro ancora hanno avuto un successo così stratosferico? Ogni giorno milioni di utenti pubblicano le loro foto sulle proprie fotogallery e poi restano in attesa di un giudizio, di un parere, di un commento, di un “mi piace”. E se il giudizio è positivo ci sentiamo onorati, felici, soddisfatti, sicuri di avere fatto un buon lavoro che piace a tanti; e se il giudizio è negativo siamo pronti a cancellare dagli amici chi ce lo ha postato, offesi a morte nei suoi confronti, lui essere così incapace e ignorante, come osa giudicare qualcosa che non capisce?
In questa forsennata conta dei commenti come si può ancora credere che un’affermazione “fotografo per me stesso” possa essere credibile?
Chi fotografa per se stesso lo fa seguendo il proprio gusto personale, seguendo un progetto, seguendo un desiderio di migliorarsi. Ma quanti realmente lo fanno?





E’ una domanda che mi pongo da sempre.
In tanti rispondono “Io fotografo per me stesso” e poi fanno vedere le foto a tutto il mondo. Io credo che la risposta ‘per se stessi’ sia un po’ tanto ipocrita. Fotografiamo per passione ma anche per essere gratificati. Ci piace il giudizio positivo del pubblico. Si fotografa quasi esclusivamente per il pubblico. E se il pubblico non apprezza non siamo contenti e ci sforziamo di migliorare. E’ tutta una competizione.
Finalmente uno che condivide e vede oltre l’ipocrisia. Grazie!
Ma di niente. Ho espresso semplicemente il mio parere (che coincide quasi con il tuo).