Quello che sto per raccontarvi è un viaggio bellissimo ed intenso, alla scoperta di luoghi in cui la natura ancora incontaminata si estende per centinaia di kilometri e affascina con i suoi splendidi scenari. Quello che sto per raccontarvi è il mio viaggio in Irlanda, una settimana on the road, che mi ha portata di fronte ad immensi prati verdi dove mucche, pecore, cavalli ed asini convivono serenamente; infiniti corsi d’acqua, laghi che formano specchi d’acqua, fiumi che sfociano in splendide cascate; spiagge meravigliose, sia col sole che con la pioggia; scogliere mozzafiato che si affacciano sull’oceano; e un popolo che sa vivere in perfetta armonia con la natura, che sa rispettarla ed amarla, che sa divertirsi e non ha paura di lasciarsi andare.
L’Irlanda è un isola piuttosto grande con una serie infinita di luoghi da visitare. Ci vorrebbero almeno 3 settimane per riuscire a godersela senza troppi stress tuttavia, nel mio caso, il budget limitato ed i tempi ristretti mi hanno costretta a concentrare il tutto in una sola settimana e, purtroppo, a dovere rinunciare ad alcune località famose e spettacolari.
Il mio itinerario, che mi sono costruita da sola pezzo dopo pezzo, attingendo informazioni sui vari siti e blog dedicati ai viaggi (cito fra tutti irlandando.it, che oltre a fornire itinerari già pronti menziona anche quali sono le località imperdibili zona per zona) prevedeva le seguenti tappe:
1° giorno – Arrivo all’aeroporto di Dublino. Noleggio auto. Visita di Kilkenny.
2° giorno – Killarney National Park.
3° giorno – Ring of Kerry.
4° giorno – Dingle.
5° giorno – Cliffs of Moher.
6° giorno – Connemara.
7° giorno – Clonmacnoise. Rientro a Dublino.
In tutto 15oo km (se vogliamo essere precisi 1498…). Mi sono concentrata sulla parte sud-ovest, quella più famosa e ricca di attrattive. Sostanzialmente e con il senno di poi si è rivelato un itinerario abbastanza equilibrato, che ha dato il giusto spazio a ciò che meritava davvero di essere visto, anche se continuo a ribadire che alcune zone avrebbero meritato un po’ più di tempo e di attenzione. E pazienza, vorrà dire che un giorno dovrò tornare per compensare questo gap!
Nei prossimi articoli vi parlerò delle mie tappe.






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