La maggior parte dei turisti in visita alla reggia di Versailles si limita a girare le lussuose ed appariscenti sale in cui la nobiltà francese sperperava il denaro mentre la popolazione moriva di fame per le strade di Parigi. Una minore quantità di turisti si concede la visita dei lussureggianti e labirintici giardini che si trovano attorno alla reggia. Ma sono in pochi ad avventurarsi fino a quello che secondo me è uno degli angoli più belli e storicamente più importanti di tutta Versailles: il Petit Trianon.
Si tratta di una ampia sezione del giardino, distante dalla reggia, che rappresenta una vera e propria dependance.
Isolato dal contesto chiassoso della reggia, inizialmente fu commissionato dal re Luigi XV e costruito tra il 1762 e il 1768. Era destinato a Madame de Pompadour, la favorita del re che però morì prima della fine dei lavori, e quindi vi abitò la nuova favorita del re, Madame Du Barry.
Ma a rendere famoso il Petit Trianon fu la regina Maria Antonietta, divenutane proprietaria dopo la morte di Luigi XV. In realtà fu proprio questa sezione di Versailles a decidere le sorti del regno ed a scatenare quella che fu la più famosa rivoluzione della storia.
Maria Antonietta, figlia dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa, era stata cresciuta in un ambiente libero e senza troppa etichetta. Divenuta moglie del delfino di Francia a soli 16 anni, col tempo cominciò a detestare lo stile di vita troppo cerimonioso che si viveva a corte: ogni cosa doveva seguire un preciso schema, nulla poteva essere affidato al caso e ad un certo punto, stanca di incontri ufficiali e di feste da ballo, decise di restaurare il Petit Trianon e di trasferirvisi con i figli e gli amici più stretti.
Questa scelta, apparentemente legittima, si rivelò invece una mossa sbagliata per svariati motivi. I costi per il restauro infatti furono un’ulteriore mazzata per le casse dello stato già fortemente provate dai debiti della nobiltà. La popolazione, stremata dalle frequenti tasse, alla notizia di quell’ennesimo scempio scatenò tutto il proprio odio contro quella regina venuta da lontano e ritenuta la vera artefice della povertà del popolo. Inoltre l’isolamento, l’allontanamento dalla corte, l’interruzione degli incontri quotidiani con la nobiltà, il totale disinteresse nei confronti dei problemi del paese fecero crescere l’inimicizia tra la regina ed i nobili che non lesinarono di voltarle le spalle nel momento del bisogno.
Come è andata a finire lo sappiamo tutti, è una delle pagine più significative della nostra storia.
Oggi il Petit Trianon si presenta esattamente come allora, ovvero un paesaggio bucolico che nulla sembra avere a che fare con la reggia. Per visitarlo occorre acquistare il biglietto cumulativo che costa circa € 25 che vi permette di visitare tutta Versailles. Ovviamente visitare tutta Versailles in un solo giorno è praticamente impossibile, ma una capatina alle stanze del re e della regina, e alla famosa sala degli specchi non ve la potete perdere: il lusso è talmente tanto che non potrete fare a meno di sentirvene nauseati! Dopo esservi districati a fatica tra la folla che ammirata si ammassa lungo sale e corridoi, uscite verso il giardino e seguendo le indicazioni incamminatevi verso il Petit Trianon. Vi avverto: la strada da fare non è poca ed a piedi è una bella camminata. In alternativa c’è un trenino che fa da navetta e vi porta direttamente a destinazione ma per salire a bordo dovete acquistare un ulteriore biglietto. Che ci volete fare, siamo a Parigi, qui tutto si paga e a caro prezzo.
Stanca di farmi derubare tutti questi soldi io avevo optato per la camminata a piedi, nonostante fossimo nel mese di agosto, con una temperatura superiore ai 30 gradi ed un tasso di umidità abbastanza alto. L’entusiasmo mi spingeva ad andare avanti, alla ricerca dei luoghi narrati ed illustrati così bene in Lady Oscar. Devo ammettere che è stata dura, anche perché il giardino è talmente grande che perdersi non è una possibilità così remota e il desiderio di tornare indietro è davvero forte, ma quando ti trovi davanti ad un paesaggio simile improvvisamente le forze tornano a dare spinta alle gambe e l’entusiasmo si riaccende.
Potrete così ammirare il belvedere, il tempio dell’amore (dove Maria Antonietta e Fersen si scambiavano baci appassionati), la casa della regina (molto spartana), la fattoria (con tutti gli animali annessi), il mulino, la latteria, il laghetto, i campi coltivati… Ve lo giuro, siamo ancora a Versailles e non nel paese di Heidi!
C’è un abisso con lo sfarzo che si ammira a corte. Solo dopo avere visitato questi 2 luoghi vi potrete rendere di quanta passione ci aveva messo Maria Antonietta per costruire un mondo più adatto alla sua persona e alla sua inclinazione.
Alla fine della visita, stanchi ma soddisfatti, dovrete fare i conti con la strada del ritorno, che è la stessa dell’andata, ma con l’aggravante della stanchezza accumulata fino a quel momento. Lo ammetto, alla fine il trenino l’ho preso, mi sono dovuta piegare di fronte all’evidenza dei fatti… Ma ne è valsa assolutamente la pena.





Mi hai fatto venire in mente il bel film di Sophia Coppola , che ho visto recentemente, un’interessante biografia della spvrana francese. Belle le tue foto !Un saluto !
Si anche a me è piaciuto quel film, però il ricordo di Lady Oscar è stato quello che mi ha ispirato di più in questo viaggio
Ciao mi è piaciuta molto questa immagine alternativa che hai voluto dare di un luogo che solitamente si vive da una sola angolazione!
Io ti posso assicurare che è la cosa che mi è rimasta più impressa e che ricordo con maggiore entusiasmo di Parigi.
Bhè se dici così vuol dire che è davvero un luogo speciale soprattutto tenendo conto della forte suggestione che una città come Parigi è in grado di emanare!